È da circa un anno e mezzo che soffro di problemi che inizialmente mi facevano pensare altro e poi dopo vari consulti medici forse sono arrivato a capirne l’origine. Tutto e cominciato un anno e mezzo fa, facevo molto sport palestra, corsa, piscina ed una mattina mentre stavo correndo mi sono sentito malissimo: avevo delle vertigini terribili. Da quel giorno mi hanno sempre accompagnato fino ad adesso presentandosi più lievi o molto più pesanti. Ho fatto determinate visite come quella oculistica o neurologica ed era tutto nella norma, finchè ho cominciato ad associare i vari sintomi e a identificarli ad uno a uno. Vertigini, ronzii alle orecchie o orecchie tappate dolori alla schiena contratture muscolari alla schiena dalle origini sconosciute, vista sfocata perdita dell’equilibrio e sensazione di sbandamento.
L’unico medico che mi ha diagnosticato la malocclusione è stato l’otorino che mi disse che le vertigini erano causate dalla stessa e dall’ATM e che tutti gli altri sintomi erano tutti collegati fra loro. Il dentista invece mi disse il contrario che le vertigini non erano causate dalla mia malocclusione e che i sintomi dei malocclusi non sono così gravi. Fra qualche giorno dovrò sottopormi ad un intervento per l’estrazione dei denti del giudizio da un chirurgo maxillo facciale e poi spero di cominciare la riabilitazione della mandibola.

Vorrei farvi una domanda? La malocclusione può essere la causa di tutti questi sintomi? Bilanciando la mandibola si possono attenuare o eliminare?

Ritengo impossibile una diagnosi a distanza e senza un’accurata visita, per una patologia così importante che, in moltissimi casi, risulta alla fine essere multifattoriale, ovvero dovuta ad una concomitanza di cause che singolarmente non sono in grado di evidenziare la malattia, ma che in presenza di un evento scatenante, portano ad una situazione altamente debilitante.
Mettiamo un po’ di ordine: per prima cosa si deve fare un’accurata anamnesi per valutare l’eventuale presenza di fattori predisponenti che aumentano il grado di reattività individuale (variabili anatomiche e fisiologiche, fattori ambientali ecc.) e soprattutto escludere fattori che possono aver fatto precipitare la patologia (stress, fratture, cadute e traumi anche di non grande rilevanza, incidenti stradali con colpi di frusta, ecc.).
Dopo l’anamnesi si deve passare all’esame obiettivo nel quale si analizzeranno l’occlusione (assenza di elementi dentali, malposizioni, ecc.), la muscolatura masticatoria (iperfunzione muscolare, dolore alla palpazione, ecc.), la presenza di eventuale malocclusione (alcune malocclusioni si possono considerare come fattori predisponenti).
In seguito si deve tener presente che anche problemi posturali possono incidere nell’eventuale insorgenza e mantenimento di patologie che interessano l’articolazione temporo-mandibolare.
Come probabilmente si sta rendendo conto, determinare quale sia la causa della sua patologia, non è facile, come non è facile impostare correttamente la terapia: in molti casi per ottenere la remissione della sintomatologia si deve ricorrere all’ausilio di varie competenze (odontoiatra, ortodontista, fisioterapista, osteopata, posturologo, ecc.).
Buona regola sarebbe affidarsi ad un professionista in grado di valutare le varie opzioni, che faccia da “burattinaio” tra le varie competenze e la guidi nelle scelte terapeutiche. Uno Specialista in Ortodonzia con competenze nella gestione delle patologie articolari ritengo possa essere la persona adatta a tale scopo.
Nella speranza di essere stato esauriente, le auguro una rapida guarigione.