Silvia pone luna domanda relativa all’uso dell’espansore palatale:
Il dentista che abbiamo consultato ci ha detto che l’espansione del palato può provocare emicranie e problemi alla vista. E’ vero? In quali casi? Con che frequenza si ha questo effetto collaterale? E’ temporaneo o permanente?

L’espansione rapida del palato è un intervento di ortopedia dento-maxillo-facciale e viene utilizzata nelle patologie che presentano deficit trasversale dell’arcata superiore, ovvero nelle situazioni in cui la dimensione del mascellare superiore risulta proporzionalmente ridotta rispetto a quella della mandibola.

In queste situazioni clinicamente si possono evidenziare volte palatine molto profonde e strette con arcate con forma simile, morsi crociati mono o bilaterali e chiusure con deviazione laterale della mandibola.

L’apparecchio, il disgiuntore rapido, viene posizionato nell’arcata superiore e si può ancorare a due denti (molari permanenti o decidui) oppure a 4 denti (molari e premolari permanenti) e tramite questi si trasmette la forza esercitata dall’apertura della vite centrale alla sutura mediana del palato: in età precoce (4-8 anni), sono da considerare interventi ortopedici, mente con il passare degli anni diventano dento-alveolari, ovvero l’apertura della sutura viene sostituita dallo scorrimento verso l’esterno della porzione di osso che contiene le radici degli elementi dentali.
A crescita completamente avvenuta si deve prendere in considerazione l’opzione chirurgica per ottenere l’espansione.
La presenza del diastema tra gli incisivi (apertura dello spazio) è la prova del raggiungimento del risultato terapeutico.

Oltre alla sutura mediana del palato, formata da sutura intermascellare anteriormente e interpalatina posteriormente, vengono interessate dall’espansione anche altre suture come quella palatino trasversa e zigomatico mascellare. L’osso mascellare è la base della fossa orbitale che contiene l’occhio e quello zigomatico ne forma la parete esterna.

Come potete capire da quanto precedentemente descritto, la cosa è più complessa di quanto può sembrare e le strutture interessate sono molte: non è, come dice qualche paziente “il solito apparecchietto con la vite da girare”; in realtà è un apparecchio semplice che, per essere utilizzato al meglio senza creare problemi, deve essere programmato individualmente dopo attenta diagnosi fatta da un odontoiatra con competenze specifiche, ovvero da uno Specialista in Ortodonzia.

Per arrivare al punto della questione, le possibili complicanze come l’insorgenza di emicrania, di problemi visivi, sanguinamenti dal naso ecc., sono evenienze possibili in relazione al movimento delle strutture e alla necessità di addattamento dell’organismo al nuovo equilibrio.
Nel caso dell’emicrania tensioni muscolari possono insorgere come conseguenza di una nuova occlusione che si viene a determinare; inizialmente l’occlusione può essere instabile e richiede del tempo per assestarsi, specialmente in soggetti con poca capacità di adattamento.
I problemi visivi derivano, soprattutto nel caso di grande espansione ottenuta molto rapidamente, da un incremento della distanza interpupillare alla quale l’organismo deve adattarsi.
Altra complicanza può essere il sanguinamento nasale prodotto dalla rottura di qualche piccolo vaso sanguigno specialmente in soggetti affetti da raffreddore o infiammazione delle mucose nasali.

Tutte le complicanze descritte generalmente non sono permanenti ma tendono a rientrare in breve tempo e, a parte il sanguinamento, sono dovute alla necessità di adattamento dell’organismo alla nuova situazione strutturale e funzionale che si è venuta a creare per effetto dell’espansione, tuttavia la percentuale di soggetti che presentano queste complicanze è ridottissima.

Lo Specialista in Ortodonzia, essendo a conoscenza della possibile insorgenza di tali complicanze, anche se in bassa percentuale, deve sempre metterne a conoscenza il paziente, avvisandolo di comunicargli immediatamente l’eventuale insorgenza, al fine di poterle gestire al meglio.