Molto spesso, nei primi anni di vita, il ciuccio è il miglior amico di un bambino, e dei suoi genitori. Il ciuccio ha, infatti, un notevole effetto calmante sul bebé e per questo è la soluzione ideale per mitigare con efficacia le crisi di pianto.


I bambini amano cosi tanti il ciuccio a causa dell’innato riflesso alla suzione che si manifesta sin dalle prime ore di vita e costituisce il meccanismo alla base dell’allattamento.
È importante però che l’uso del ciuccio sia limitato progressivamente con la crescita per essere eliminato entro i tre anni di vita.

L’utilizzo prolungato del succhietto aumenta le possibilità di comparsa di specifici tipi di malocclusione dentale: gli incisivi superiori non erompono completamente e si sventagliano; chiudere la bocca (sigillo labiale) diventa difficile, il palato non si sviluppa e le arcate rimangono strette. In circa il 30% dei casi, poi, il succhiamento del ciuccio avviene in modo asimmetrico, complicando di fatto lo sviluppo uniforme della dentatura.
Bisogna porre attenzione all’aspetto psicologico del bambino nel momento in cui si sospende il ciuccio. Il succhietto è, infatti, una coccola che il bebé si riserva quando è agitato e per questo può creare degli effetti di vera e propria dipendenza. Se si decide di togliere il ciuccio al proprio bambino bisogna agire con la maggior delicatezza possibile per evitare traumi e per far sì che il bambino non cerchi dei sostituti al ciuccio, come il succhiamento del dito.

Solitamente la semplice sospensione del ciuccio è sufficiente per la risoluzione di queste problematiche. In casi più gravi, però, è necessario rivolgersi a uno specialista in ortodonzia per intervenire con uno specifico apparecchio ortodontico.