Non doveva essere di certo facile la vita più di 3.000 anni fa quando carie e abrasioni ai denti non potevano essere curate e non ci si poteva rivolgere ad un ortodontista. A testimoniarcelo è Ötzi, la mummia più antica del mondo rinvenuta nel 1991 sul monte Similaun tra l’Italia e l’Austria.

Un team scientifico del Centro di Medicina Evolutiva dell’Università di Zurigo, in collaborazione con il New York College of Dentistry e l’Eurac di Bolzano, ha effettuato per la prima volta una radiografia tomografia computerizzata (Tac) alla dentatura di Ötzi. I risultati della Tac sono stati pubblicati sull’European Journal of Oral Sciences e fanno emergere un quadro clinico davvero critico. L’uomo del Smilaun soffriva di diverse patologie del cavo orale e problemi di dentizione.

Oltre a numerose carie, la bocca di Ötzi presenta delle gravi abrasioni dei denti dovute ad un’alimentazione molto “particolare”. La dieta di Ötzi era costituita quasi esclusivamente da amidi, cereali e da… piccoli pezzetti di pietra. Nei cibi a base di cereali consumati dall’uomo di Similaun, rimanevano dei residui di schegge di pietra, derivanti dalla macinazione dei cereali per produrre le farine, che nel tempo hanno eroso e scheggiato completamente i suoi denti.

La Tac alla bocca di Ötzi ha evidenziato anche una grave forma parodontite, cioè di un’infezione del parodonto, la zona di sostegno del dente, e un trauma meccanico ad uno dei suoi denti anteriori.

Oggi, 3.000 anni dopo Ötzi, carie, parodontite e altre patologie della bocca continuano a esistere ma per fortuna possono essere risolte rivolgendosi al proprio ortodontista di fiducia.