Scrivo per chiedervi un parere. Premetto che ho portato un apparecchio fisso per circa 2 anni ad entrambe le arcate.
Attualmente da circa 7 anni ho un filo d’acciaio fisso nella parte interna dell’arcata inferiore (solo relativamente alla porzione inferiore) e un apparecchio mobile per l’arcata superiore che inizialmente portavo tutte le notti e che negli ultimi anni sto mettendo a notti alterne o a volte anche solo una o due volte a settimana.

Nell’ultimo mese mi è capitato di non mettere l’apparecchio mobile per 3 settimane e in seguito a ciò ho riscontrato un lieve movimento di uno degli incisivi durante la masticazione o alcune volte quando la lingua inavvertitamente va a toccare la porzione del dente più vicina al palato. E’ un solo un lieve movimento, come un piccolo scatto, non visibile e che non sempre avverto quando mi accade che la lingua vada involontariamente a sbattere contro il dente. Mi chiedo se sia normale nel mio caso e da cosa possa dipendere. 

> Risponde lo Specialista Asio:

Al termine della terapia ortodontica si deve effettuare una fase di mantenimento, attuata mediante apparecchiature di contenzione, che ha lo scopo di stabilizzare il risultato ottenuto, tenendo conto che i denti, anche nei soggetti che non si sono sottoposti a terapie ortodontiche, si muovono per tutto l’arco della vita.
Le apparecchiature di contenzione possono essere sia fisse (splintaggio) che rimovibili: il loro scopo è quello di permettere, nella fase iniziale, ai tessuti di sostegno del dente di assestarsi e riorganizzarsi al fine di rendere maggiormente stabile la posizione degli elementi dentali che la terapia ha riposizionato. Superato questo primo periodo, che dura circa 1 anno, gli elementi dentali si comporteranno come quelli dei soggetti che non sono stati sottoposti a terapia ortodontica, ovvero avranno movimenti di assestamento e compenso che dureranno per tutta la vita.
Al fine di evitare che questi movimenti avvengano in modo incontrollato, si utilizzano le apparecchiature di contenzione, consigliandone ai pazienti un uso prolungato nel tempo.
Nelle zone che maggiormente si prestano a movimenti di assestamento o a recidive, generalmente si posizionano contenzioni fisse che agiscono in modo continuativo senza richiesta di collaborazione da parte del paziente.
La sospensione nell’utilizzo delle apparecchiature di mobili di contenzione comporta sempre un assestamento che, in molti casi, rende difficile il riposizionamento delle apparecchiature stesse dopo periodi anche non troppo lunghi di non utilizzo.