Cristina ha una bimba che usa il ciuccio e ha denti sporgenti

Mia figlia di 2 anni usa il ciuccio mentre dorme e spesso anche di giorno. Mi sono accorta che gli incisivi superiori sporgono molto rispetto a quelli inferiori per cui non riesce a “strappare” con i denti. Può essere dovuto all’uso del ciuccio? Visto che è ancora piccola eliminando il ciuccio è possibile che il problema si risolva da solo? Cosa mi consigliate?

La difficoltà nel mordere il cibo è fondamentalmente dovuta alla mancanza di contatto tra i denti anteriori dell’arcata superiore con quelli dell’arcata inferiore: le motivazioni possono dipendere da una grave alterazione dello sviluppo delle basi ossee delle due arcate (superiore molto in avanti o inferiore molto arretrata) oppure ad una alterazione della situazione locale con sventagliamento dei denti dell’arcata superiore dovuta ad abitudini viziate che vanno dalla prolungata suzione del ciuccio, alla permanenza della deglutizione infantile, alla suzione del dito, del labbro o di altri oggetti come l’angolo del lenzuolo durante il sonno. Moltissime malocclusioni sono sostenute da entrambe le patologie.

A seconda del caso, il trattamento per la risoluzione della malocclusione segue strade radicalmente differenti: se la malocclusione è sostenuta dalla suzione del dito o da abitudini viziate senza alterazione delle basi ossee, l’eliminazione della causa è la prima cosa da fare perché sicuramente porterà ad un miglioramento della malocclusione ed in qualche caso anche alla risoluzione della stessa. Nel caso in cui siano interessate alterazioni del posizionamento delle basi ossee, oltre allo sventagliamento del gruppo frontale superiore, il piano di trattamento sarà da valutare con grande attenzione perché la terapia può seguire strade molto differenti a seconda della causa primaria dell’alterazione.
In qualsiasi caso il consiglio è quello di recarsi al più presto da uno specialista in ortodonzia che possa valutare attentamente la situazione e indirizzare i genitori del piccolo paziente verso quella che sarà la strada ideale per la risoluzione della malocclusione, eventualmente anche prendendo in considerazione, se necessario, eventuali terapie coadiuvanti come quella logopedica.