Specialisti del SorrisoA volte è necessario dotarsi di pazienza per poter affrontare al meglio il trattamento con espansore palatale, soprattutto se si è bambini.

Elastici, molle ed attacchi ortodontici non devono spaventare il paziente: si tratta di una fase temporanea della propria terapia ortodontica, necessaria per il raggiungimento dei risultati previsti dal proprio Specialista in Ortodonzia.

È il consiglio che ci chiede Monica, rivolgendosi agli Specialisti del Sorriso:
Mio figlio di 8 anni dovrà mettere il 13 marzo un espansore palatale fisso. Gli sono già stati inseriti fra i 2 molari degli elasticini per creare lo spazio dove mettere i due anelli che reggeranno l’espansore. La cosa gli da piuttosto fastidio e non fa che lamentarsi. Sono preoccupata perchè ho paura che sarà molto peggio con l’apparecchio. Vorrei sapere se la procedura è giusta e se eventualmente dovesse dargli molto fastidio posso optare per un apparecchio mobile. Ho letto che sarà difficile mangiare, che la lingua si taglierà e che accuserà anche mal di testa. Lo dovrà portare per 8 mesi! Ho alternative?


L’espansore palatale è uno degli apparecchi ortodontici maggiormente utilizzati. Gli elastici separatori, cioè gli anellini di gomma che si posizionano tra i molari qualche giorno prima della sua cementazione, sono un po’ fastidiosi perché comprimono la gengiva, ma il loro utilizzo è consigliato perché permettono il suo corretto inserimento.
Gli anelli dell’apparecchio sono invece lisci e solitamente non danno alcun fastidio, se non per i primi 2-3 giorni dall’applicazione: il bambino dovrà semplicemente abituarsi ad avere uno strumento nuovo in bocca. Già dopo 24-48 ore imparerà a parlare, mangiare e lavarsi i denti nonostante l’espansore. Piccoli tagli su lingua e gengiva si verificano solo in alcuni pazienti, e solitamente guariscono in brevissimo tempo. È necessario solo pazientare un po’! Gli apparecchi mobili non hanno le stesse caratteristiche dell’espansore fisso e solo il suo Ortodontista può valutare se sono un’alternativa accettabile nel singolo caso di suo figlio.